IL RISCHIO CADUTA

La caduta dall’alto è un rischio che può comportare gravi lesioni e richiede una corretta gestione.

Un attimo di distrazione, un piede che scivola, una perdita di equilibrio, un capogiro, un cedimento strutturale o l’utilizzo di attrezzature non idonee e altre simili situazioni possono avere conseguenze, per chi cade anche da altezze modeste, mortali.

La sottovalutazione di tale rischio o la sua non adeguata gestione comporta assunzione di responsabilità nei confronti di vari soggetti che per legge sono tenuti a garantire la sicurezza di:

  • un immobile (l'amministratore condominiale, il proprietario, ecc.)
  • un impianto o attrezzatura (es. es. progettista, il costruttore, il manutentore …)
  • una attività (es. il datore di lavoro, i dirigenti, preposti ecc.)
  • di un cantiere (es. coordinatori della sicurezza, committenti, responsabili dei lavori ..)
Tali soggetti possono essere sanzionati dagli organi di controllo anche quando non si verifica un incidente e possono essere coinvolti in azioni civili (es. per il risarcimento del danno) e/o penali (es. reato di omicidio colposo e lesioni personali colpose) se a seguito di infortunio emergono violazioni delle normative vigenti.

La caduta dall'alto viene definita come un evento che prevede un rischio di caduta di un persona a prescindere dall'altezza mentre viene definito “lavoro in quota” come una attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.

In entrambi i casi è necessario intervenire con misure di sicurezza atte a eliminare il rischio od a ridurlo ad un livello accettabile.

Si può osservare come molte di queste cadute si verifichino durante attività lavorative in quota su coperture; attività che comprendono la costruzione di nuove coperture, ma anche la manutenzione di quelle esistenti, soprattutto in edifici urbani o il montaggio/smontaggio di strutture ed impianti.

Ciò significa che non soltanto non vengono rispettate le norme elementari di prevenzione, tra cui l’uso delle imbracature o il montaggio di una corretta impalcatura, ma anche che non viene svolta una sufficiente attività di formazione e informazione nei confronti dei soggetti responsabili (es. proprietari, committenti, amministratori, datori. ecc..) .

Quindi, lavorare senza idonee misure di sicurezza sui tetti, è sempre rischioso e i pericoli principali sono:
  • le cadute dirette (inciampare, scivolare, perdere l'equilibrio) che comportano la caduta dal bordo del tetto di persone e/o materiali;
  • gli sfondamenti di coperture dei tetti (cedimenti di lastre, sfondamento di lucernari ecc..) ;
Questa tipologia di lavoro comprende le attività edili di rifacimento, smontaggio e demolizione, ma anche di montaggio, ispezione, manutenzione e pulizia, operazioni che spesso vengono effettuate da personale non specializzato, come addetti alle pulizie, custodi od amministratori di immobili.

Queste attività non possono essere effettuate senza una previa valutazione del rischio, una pianificazione appropriata, e senza adottare rigorosamente le misure di sicurezza richieste, anche per eseguire lavori di breve durata, e senza garantire un nel tempo un controllo efficace.

Ecco perché si rende necessaria un’analisi approfondita del problema; analisi che individui le migliori soluzioni per lavorare o accedere alle coperture in condizioni di adeguata sicurezza.

Si individuano le seguenti tipologie di rischi:

a) rischio prevalente di caduta a seguito di caduta dall’alto;

b) rischio susseguente alla caduta derivante da:
  • oscillazione del corpo con urto contro ostacoli (“effetto pendolo”);
  • arresto del moto di caduta per effetto delle sollecitazioni trasmesse dall’imbracatura sul corpo;
  • sospensione inerte del corpo dell’utilizzatore che resta appeso al dispositivo di arresto caduta e da tempo di permanenza in tale posizione;
c) rischio connesso al DPI anticaduta derivante da:
  • non perfetta adattabilità del DPI;
  • intralcio alla libertà dei movimenti causata dal DPI stesso;
  • inciampo su parti del DPI;
d) rischio innescante la caduta derivante da:
  • insufficiente aderenza delle calzature;
  • insorgenza di vertigini;
  • abbagliamento degli occhi;
  • scarsa visibilità;
  • colpo di calore o di sole;
  • rapido abbassamento della temperatura;
e) rischio specifico dell’attività lavorativa:
  • di natura meccanica (bordi spigolosi, attrezzi taglienti, caduta di oggetti, ecc.);
  • natura termica (scintille, fiamme libere, ecc.);
  • natura chimica;
  • natura elettrica;
f) rischio di natura atmosferica derivante da vento, pioggia, neve o ghiaccio su superfici di calpestio, ecc.